Due recenti sentenze della House of Lords in materia di divorzio lasciano spazio al dibattito

01 June 2006

Due recenti decisioni della House of Lords hanno novellato in modo sostanziale alcuni dei principi  cardine del diritto di famiglia, segnando una svolta significativa negli orientamenti giurisprudenziali in materia a partire dal caso guida White v White del 2000. La prima delle due decisioni è stata resa nella causa di divorzio tra Alan e Melissa Miller - un matrimonio di breve durata (meno di tre anni), ma con un grande capitale da dividere - e in quella tra Kennet e Julia Mc Farlane - il marito,  un esperto contabile con alto reddito; la moglie,  casalinga con una carriera alle spalle sacrificata per dedicarsi alla famiglia.

In entrambi i casi, la House of Lords ha accolto le istanze delle mogli, Melissa Miller e Julia Mc Farlane.

L'appello di Alan Miller è stato respinto e la House of Lords ha confermato la sentenza di primo grado, liquidando alla moglie una cifra pari a £ 5 milioni; allo stesso modo la House of Lords ha riconosciuto a Julia Mc Farlane il diritto ad un assegno annuale di £  250,000, a titolo di alimenti, da corrispondersi vita natural durante (salvo il caso di nuove nozze), oltre ad una quota pari al 50% su un capitale sociale di £ 3 milioni.

E' il caso di precisare che in entrambi i casi sopra citati si tratta di cause di divorzio "milionarie". Infatti  Kenneth McFarlane percepiva un reddito pari a £ 750.000 netto per anno, mentre Alan Miller, vantava un patrimonio di £ 17, 5 milioni, oltre partecipazioni azionarie nella società New Star, il cui valore era stimato tra £ 12 milioni e £ 18 milioni.

Tuttavia si ritiene che i principi enunciati nelle suddette sentenze costituiranno un precedente di riferimento per tutte le cause di divorzio, a prescindere dal valore economico delle stesse.

Nell'ottica delle pronunce della House of Lords il matrimonio è una relazione tra pari e il principio di "fairness" (equità) enunciato nel caso White deve applicarsi, indipendentemente dalla durata del matrimonio. Pertanto non si potrà più eccepire che, in un matrimonio di breve durata e senza figli, il marito debba semplicemente garantire alla moglie lo stesso tenore di vita di cui godeva prima del divorzio. Lord Justice Nicholls, autore della sentenza che ha deciso il caso, ha infatti affermato che "i diritti della moglie non maturano semplicemente con il passar del tempo".

La legge dei Precedenti della House of Lords, ha anche confermato  il principio, già enunciato in White,  secondo il quale non deve sussistere discriminazione tra chi "guadagna il pane" e chi "presta il proprio contributo occupandosi della casa e della famiglia".

Dunque cosa si deve intendere per fairness (equità)? A partire dalla sentenza resa nel caso White, i  tre principali aspetti che la corte deve tenere in considerazione sono: 1) necessità finanziarie 2) risarcimento e 3) uguale ripartizione.

Il concetto di equa ripartizione delle ricchezze in eccedenza sarà irrilevante nei casi di minor valore economico, in quanto i beni disponibili, in tali casi, sono comunque inadeguati ai bisogni di due famiglie distinte. In tali ipotesi il concetto di risarcimento potrà trovare applicazione conducendo a esiti più soddisfacenti e adeguati.

Un'ulteriore questione controversa è quella inerente a quali beni debbano essere oggetto di divisione tra i coniugi. Sul punto la House of Lords ha espresso pareri divergenti e non risulta chiaro  se i proventi non derivanti da uno sforzo contributivo comune (quali per esempio un'attività commerciale o degli investimenti) debbano essere esclusi dalla divisione, in presenza di beni sufficienti a soddisfare le necessità di ciascuna parte. 

Un altro aspetto di difficile determinazione per gli avvocati è quello del nuovo concetto di risarcimento elaborato dalla house of Lords. Secondo quest'ultima il risarcimento dovrebbe essere accordato laddove le scelte di vita operate dai coniugi durante il matrimonio determinino una sperequazione economica a  seguito del divorzio.

Non è, tuttavia, chiaro se tali principi debbano essere applicati nel caso in cui a) la moglie abbia rinunciato alla propria carriera, b) laddove il reddito sia particolarmente elevato, o c) in qualunque caso senza riguardo alla circostanza che la moglie abbia di fatto rinunciato ai propri guadagni.

La questione è di difficile interpretazione e condurrà senz'altro a nuove pronunce interpretative della House of Lords che sino ad oggi ha preferito la via della flessibilità a quella della certezza.

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