Il vino, patrimonio culturale nazionale: novità e prospettive

13 April 17

In occasione della conclusione di Vinitaly e a seguito dell`entrata in vigore del Testo Unico sul Vino (L. 12 dicembre 2016, n. 238), riteniamo utile esaminare le novità legislative e le iniziative a tutela del Made in Italy per il settore vinicolo.

Il Testo Unico sul Vino ha l'obiettivo di riordinare la disciplina della coltivazione della vite, della produzione e commercializzazione del vino. Viene così attuato uno snellimento delle norme che disciplinano la materia, anche con riferimento a denominazioni di origine, indicazioni geografiche, menzioni tradizionali, etichettature e controlli.

Nonostante manchino ancora i decreti attuativi del Testo Unico, è evidente che il legislatore ha voluto dotare la filiera del vino di una normativa più snella e più adatta ad un settore che non solo ha un'importanza fondamentale per l'economia del Paese, ma, grazie alla propria antica tradizione storica, costituisce parte integrante del patrimonio culturale nazionale, così come riconosciuto per la prima volta all'art. 1 del Testo Unico. 

D'altra parte, questo è solo uno dei numerosi sforzi attuati dal legislatore per valorizzare il settore del vino e tutelare il Made in Italy. Al di là del fenomeno della contraffazione dei marchi italiani all'estero, è sempre attuale il problema dell'Italian sounding, con cui vengono ingannevolmente utilizzati riferimenti all'Italia o a nomi, simboli o immagini riconducibili all'Italia stessa, con un volume d'affari, secondo una recente stima di Assocamereestero, che vale € 54 miliardi.

Proprio per contrastare questo fenomeno, il Ministero delle Politiche Agricole, in collaborazione con l'Agenzia I.C.E., ha registrato nel 2015 il marchio 'The Extraordinary Italian Taste', quale segno distintivo unico volto alla valorizzazione e alla promozione dei prodotti agroalimentari italiani nel mondo.

Resta tuttavia imprescindibile, per le aziende produttrici che intendono esportare i propri prodotti all'estero e, a maggior ragione, per quelle cantine che hanno già un nome riconosciuto all'estero, registrare i propri marchi, al fine di tutelarsi dal fenomeno della contraffazione.

Un ulteriore strumento di tutela per questo settore sarà presto offerto dal marchio di certificazione europeo, previsto dal Reg. (UE) 2015/2424, che entrerà in vigore dal 1 ottobre 2017. Si tratta di un indicatore di qualità, in grado di contraddistinguere quei prodotti certificati dal titolare del marchio in relazione 'al materiale, al procedimento di fabbricazione dei prodotti o alla prestazione del servizio, alla qualità, alla precisione o ad altre caratteristiche'.

L'introduzione di questo strumento rappresenta un'ulteriore occasione per garantire maggiore tutela alla qualità e ai processi di produzione che contraddistinguono il vino italiano.

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