07 April 2008

English law report - Primavera: Companies Act 2006


Come riportato nella precedente edizione di ELR, il Companies Act 2006 (la ‘Legge') è entrato in vigore in fasi successive, la prima risalente a gennaio 2007 e l'ultima che, salvo ulteriori rinvii, dovrebbe concludersi ad ottobre 2009.  Molte importanti disposizioni della Legge sono entrate in vigore il 1 ottobre 2007, in particolare le nuove norme relative ai doveri degli amministratori, materia oggetto del presente articolo.

Doveri degli Amministratori – I Sette Doveri Generali

Il nuovo elenco statutario (non esaustivo) dei doveri degli amministratori, che ha sostituito molti dei precedenti doveri di common law e fiduciari, si applica agli amministratori, agli amministratori di fatto e, in alcune circostanze, ai precedenti amministratori sia di società pubbliche (società, quotate o no, le cui azioni possono essere offerte al pubblico) che private.  La Legge non fa alcuna distinzione fra amministratori delegati e non.  I doveri codificati sono i seguenti:

1.    Agire nell'ambito dei propri poteri: Un amministratore deve agire in conformità allo Statuto della società e deve esercitare i propri poteri soltanto per i fini per i quali tali poteri sono stati concessi.

2.    Promuovere il successo della società: La Legge ha previsto una nuova responsabilità in capo all'amministratore, quella di agire nel modo che egli ritenga, in buona fede, possa essere il più adatto per promuovere il successo della società a beneficio dei suoi componenti considerati come un tutto unico.  Il termine “successo” viene interpretato come “l'incremento di valore nel lungo periodo” della società.  Nell'adempiere il dovere di promuovere il successo della società, un amministratore dovrebbe prendere in considerazione, fra l'altro, i seguenti specifici fattori:

  • Le possibili conseguenze di ogni decisione nel lungo termine;
  • Gli interessi dei dipendenti della società;
  • La necessità di promuovere i rapporti commerciali della società con fornitori, clienti e terzi;
  • L'incidenza della gestione della società sulla collettività e sull'ambiente;
  •  La volontà della società di mantenere una gestione aziendale di alto profilo; e
  • La necessità di agire secondo lo stesso criterio di lealtà che vige tra i soci.

Il dovere, appena indicato, di agire avendo valutato una serie di fattori, specificamente indicati, è uno dei più importanti cambiamenti introdotti dalla Legge. Vi è stato un ampio dibattito, in particolare, sul se ed, eventualmente, in che modo gli amministratori debbano documentare l'osservanza di tale norma. Mentre secondo un primo orientamento, in caso di controversia, gli amministratori sarebbero meglio tutelati se potessero procurare verbali di discussioni o altri documenti che dimostrino che hanno attentamente valutato questi fattori, secondo l'opinione maggioritaria, sarebbero sufficienti verbali del consiglio che attestino che gli amministratori hanno tenuto conto di tali fattori nell'adempiere ai loro doveri. In particolare, si ritiene che non sia necessario redigere un verbale dettagliato della discussione relativa a ciascun fattore, salvo quest'ultimo sia di particolare importanza. Se, quindi, un fattore di particolare rilievo, compreso o meno nell'elenco previsto dalla Legge, sia stato oggetto di discussione, si ritiene che il relativo verbale debba darne atto.  Tuttavia, nel caso di decisioni importanti o potenzialmente controverse, l'amministrazione dovrebbe preparare delle brevi note che dimostrino come ciascun fattore, salvo chiaramente irrilevante, sia stato oggetto di scrupolosa valutazione al pari delle altre questioni rilevanti nel caso di specie.

3.    Esprimere giudizi indipendenti: Un amministratore deve esprimere giudizi indipendenti.  Tuttavia, ciò non impedisce ad un amministratore di delegare le sue funzioni o di agire in conformità ad un accordo concluso dalla società che limita la futura discrezionalità degli amministratori o, ancora, di agire in conformità a quanto previsto dallo statuto della società.

4.    Dovere di usare ragionevole cura, perizia e diligenza: Tale dovere comprende la cura, la competenza e la diligenza della persona media, le conoscenze, la perizia ed esperienza che un amministratore medio dovrebbe avere ed, infine le conoscenze, la perizia ed esperienza che quel particolare amministratore effettivamente possiede.  Di conseguenza, se un amministratore ha una particolare competenza od esperienza in ambito finanziario, ci si aspetta che questi agisca secondo standard più alti di un ipotetico amministratore.

Chiaramente, tutti gli amministratori italiani di società inglesi dovranno conoscere i cambiamenti introdotti dalla Legge e le loro obbligazioni conformemente a quanto ivi previsto.  Deve notarsi che questo elenco non ha carattere esaustivo e altri doveri previsti dalla common law continueranno ad applicarsi: per esempio, i doveri di riservatezza ed il dovere di considerare e agire nell'interesse dei creditori quando la società è insolvente.

Si noti che ulteriori doveri degli amministratori in tema di conflitto di interessi, dichiarazioni di interessi nelle transazioni proposte e ricevimento di benefici da parte di terzi entreranno in vigore nell'Ottobre 2008.