30 June 2015

Il commercio elettronico sotto osservazione della Commissione Europea


Come preannunciato nel marzo 2015, il 6 maggio scorso la Commissione Europea ha avviato una verifica volta ad individuare potenziali pratiche concorrenziali scorrette messe in atto dalle imprese nell'attività di e-commerce. Si prevede la redazione di un rapporto preliminare intorno alla metà del 2016, mentre le risultanze definitive saranno rese pubbliche nel 2017.

Nel quadro della strategia per il mercato unico digitale, la Commissione ha identificato alcune carenze di carattere regolatorio che stanno rallentando notevolmente la crescita dell'e-commerce transfrontaliero nell'ambito dell'Unione Europea. A fronte di un incremento delle transazioni e-commerce nel 2014, infatti, quelle che hanno riguardato lo scambio di beni tra paesi dell'Unione Europea sono state pari a circa il 15%, una cifra ancora troppo bassa per consentire di parlare di mercato unico integrato.

Le ragioni appaiono legati alle differenze linguistiche, alle abitudini dei consumatori e alle differenze legislative ancora presenti tra i vari Paesi, ma anche in pratiche restrittive messe in atto dalle imprese produttrici nei confronti dei distributori, attraverso l'inserimento di vincoli contrattuali contrari alla libera circolazione infracomunitaria dei prodotti.

Nei prossimi mesi, quindi, produttori, distributori all'ingrosso e rivenditori al dettaglio potranno ricevere una richiesta di informazioni, documenti e dichiarazioni sui rapporti commerciali nella catena distributiva. Saranno considerati, in particolare, i settori delle calzature, dell'abbigliamento, degli accessori e dei contenuti digitali. L'eventuale mancato riscontro alle richieste o la comunicazione di informazioni non corrette sarà sanzionata dalla Commissione Europea.

L'eventuale individuazione di pratiche commerciali scorrette potrebbe portare all'applicazione di sanzioni, che sono, in genere, parametrate al fatturato dell'impresa in violazione della normativa antitrust. Al fine di limitare i rischi, è dunque consigliabile da parte delle imprese una revisione di tali aspetti nella contrattualistica in vigore.

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