29 January 2019

Usufrutto: trappole per gli incauti, ma anche opportunità di pianificazione


Mara Monte
Associate | UK

L’articolo considera il trattamento fiscale dei vincoli di usufrutto di stampo continentale nel Regno Unito. Si tratta di tema che rileva qualora l’usufruttuario o il nudo proprietario siano fiscalmente residenti nel Regno Unito. In particolare, viene affrontato il trattamento fiscale dei vincoli di usufrutto ai fini delle seguenti imposte: imposta di successione (IHT), quella sulla plusvalenze (CGT), sul reddito (Income Tax), nonché ai fini dell’imposta di registro (Stamp Duty Land Tax), con particolare riferimento al supplemento del 3% recentemente introdotto per il caso di acquisto di immobili residenziali nel Regno Unito .

Usufrutto: trappole per gli incauti, ma anche opportunità di pianificazione

Quando un bene è soggetto ad usufrutto, quel bene è in realtà soggetto a due distinti diritti in capo a due persone diverse: il diritto di usufrutto che, a grandi linee, attribuisce al titolare (l’usufruttuario) il diritto all’uso del bene e al godimento dei suoi frutti, da un lato; il diritto alla nuda proprietà, che conferisce al suo titolare il diritto al bene, una volta che l’usufrutto si sia estinto, dall’altro. Alla morte dell’usufruttuario, la nuda proprietà si “riespande”, riacquisendo così le caratteristiche della piena proprietà nelle mani del suo detentore. Comunemente, il valore dell’usufrutto rispetto al valore della nuda proprietà è determinato con riferimento all’età del titolare dell’usufrutto: più vecchio è il titolare dell’usufrutto, più alto sarà il valore attribuito alla nuda proprietà, e viceversa.

Nella sua forma più diffusa, l’usufrutto viene tipicamente creato da un genitore, il quale dona la nuda proprietà di un bene al proprio figlio ma si riserva il diritto a riceverne i frutti vita natural durante, per il tramite del diritto all’usufrutto. Si tratta di una soluzione che può avere significativi vantaggi fiscali in vari paesi dell’Europa continentale, consistenti della riduzione o, talora, l’eliminazione delle imposte di successione alla morte dell’usufruttuario.

La “Bestia straniera”

I diritti di usufrutto – nelle varie forme conosciute in Europa continentale – sono essenzialmente sconosciuti all’ordinamento giuridico inglese; pertanto, quando devono essere presi in considerazione ai fini fiscali inglesi, si è tenuti, in prima battuta, a definire le loro caratteristiche facendo riferimento alle norme che li regolano nei rispettivi sistemi giuridici.

Imposta di successione nel Regno Unito (IHT)

I diritti di usufrutto sono generalmente trattati come se fossero dei trust ai fini dell’imposta di successione e, più specificamente, come trust della sottospecie interest in possession o life interest: l’usufruttuario è considerato come un life tenant (ossia colui che ha diritto a ricevere il reddito generato dal trust) e il nudo proprietario come remainderman (ossia colui che ha diritto al capitale, una volta che il diritto al reddito del life tenant termini). In nuce, quindi:

- qualora un genitore che costituisce un diritto di usufrutto non abbia alcun legame con il Regno Unito, e i beni su cui l’usufrutto viene costituito siano ubicati all’estero, non ci saranno implicazioni in termini di IHT né alla costituzione dell’usufrutto, né nel corso della sua sussistenza, né, infine, al momento della sua cessazione al momento del decesso del genitore (in qualità di usufruttuario);
- qualora il figlio (in qualitá di nudo proprietario) sia domiciled o deemed domiciled nel Regno Unito ai sensi della relativa normativa inglese, il suo interesse di nudo proprietario, mentre il genitore è in vita, non sarà preso in considerazione ai fini dell’imposta di successione nel Regno Unito. Pertanto, il figlio potrebbe donare la sua nuda proprietà senza che ciò determini una potenziale esposizione all’imposta IHT nel Regno Unito.

Alla morte del genitore usufruttuario, il figlio diverrá pieno proprietario del bene. Dunque, se il figlio é, a quel punto, domiciled o deemed domiciled nel Regno Unito, il bene, come di consueto, sarà soggetto all’impostazione di successione alla morte del medesimo (con aliquota al 40%).

Qualora, nell’esempio appena menzionato, il genitore fosse domiciled o deemed domiciled nel Regno Unito, la creazione di un usufrutto (come nell’ipotesi di un trust) comporterebbe l’applicazione del cd. relevant property regime, ossia il pagamento di un’imposta di donazione (entry charge) del 20% al momento della costituzione del vincolo d’usufrutto, imposte periodiche decennali calcolate ad un tasso del 6% ogni 10 anni e imposte fino al 6% al momento della sua cessazione. I beni, inoltre, in caso di decesso del genitore, sarebbero trattati come parte del suo patrimonio ai fini dell’imposta IHT. Al contrario, se l’usufrutto venisse creato per testamento, e quindi alla morte del testatore, sarebbe considerato similmente a un immediate post death interest trust e si applicherebbe il relativo regime fiscale, molto più favorevole, dal momento che non vi sarebbero le imposte del relevant property regime sopra menzionate.

Imposta Sulle Plusvalenze (CGT)

Nel Regno Unito, i diritti di usufrutto sono più simili ad una particolare forma di comproprietà sullo stesso bene.

Ai fini del CGT, il costo di acquisizione del bene da parte del nudo proprietario é pari al suo valore al momento in cui è stato costituito il diritto di usufrutto e la morte dell’usufruttuario non comporta alcun incremento della base imponibile ai fini del CGT.

Una questione particolarmente delicata si pone qualora il bene e/o il patrimonio in questione sia un ‘portafoglio gestito’ che genera plusvalenze e i proventi della vendita non vengano distribuiti periodicamente, ma reinvestiti all’interno del portafoglio in modo da generare maggiori redditi e ulteriore incremento di capitale. In tal caso, chi è soggetto all’imposta sulle plusvalenze? L’usufruttuario, il nudo proprietario o entrambi? Sul tema, diversi Paesi adottano differenti approcci – seppur non dissimili tra loro – per determinare la ripartizione dell’imposta sulle plusvalenze tra il nudo proprietario e l’usufruttuario.

In Regno Unito, sembrerebbe che le plusvalenze realizzate sulla cessione di investimenti venga attribuito al nudo proprietario e pertanto siano soggette a CGT nella misura in cui il nudo proprietario sia residente fiscalmente nel Regno Unito, a meno che non si applichino le regole relative alla tassazione territoriale (remittance basis) e la plusvalenza sia in relazione a un bene estero.

Imposta sul reddito

Il reddito del bene su cui insiste l’usufrutto viene normalmente, e in via automatica, imputato all’usufruttuario.

Ciò significa che l’usufruttuario è tassato su quel reddito e, qualora il medesimo diventi fiscalmente residente nel Regno Unito, tale reddito soggiace alla relativa imposta sul reddito, a meno che non si applichi la remittance basis e il reddito non sia di fonte inglese. Nessuna imposta sul reddito nel Regno Unito, verrebbe, tuttavia, prelevata a carico di un nudo proprietario residente nel Regno Unito, qualora l’usufruttuario sia ancora in vita.

Imposta di registro (SDLT) e il relativo supplemento del 3%

Per quanto riguarda il supplemento del 3% sull’imposta di registro (SDLT), che, in termini molto semplicistici, si applica a coloro che acquistano un immobile residenziale nel Regno Unito quando siano giá titolari di un “qualsiasi interesse” su un immobile residenziale, ovunque esso sia ubicato, potrebbe sorgere la domanda su chi – tra l’usufruttuario e il nudo proprietario – debba esser trattato come titolare di un “interesse” sull’abitazione residenziale straniera ai fini di tale supplemento, nel momento in cui viene successivamente acquistato un’immobile residenziale nel Regno Unito.

La normativa inglese precisa che, nel caso di un life interest trust, il life tenant, ai fini dell’imposta di registro supplementare, viene trattato come se fosse pieno proprietario. Pertanto, se l’usufruttuario di un immobile residenziale estero dovesse acquistare una proprietà con caratteristiche residenziali nel Regno Unito, gli si applicherà l’imposta di registro (SDLT) con il supplemento del 3% (con la conseguenza che l’imposta di registro potrebbe arrivare fino al 15%, invece di un massimo del 12% in assenza di supplemento). In alcuni paesi dell’Europa continentale è possibile creare un diritto di usufrutto limitato nel tempo che, in quanto tale, potrebbe essere considerato come un lease ai fini inglesi. Se l’usufrutto fosse equiparabile ad un lease “breve” il supplemento del 3% di SDLT potrebbe non essere dovuto.

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