29 July 2009

Novita: L’Italia ratifica la Convenzione Italia USA del 1999 contro le doppie imposizioni


Il 3 marzo 2009 il Parlamento italiano ha ratificato la Convenzione ed il protocollo Italia – USA per evitare le doppie imposizioni in materia di imposta sul reddito siglati il 25 agosto 1999 (la ‘nuova Convenzione’). Una volta entrata in vigore tramite lo scambio ufficiale dei documenti, la nuova Convenzione troverà applicazione in due fasi – in un primo momento, entro due mesi dall’entrata in vigore, diverranno efficaci le disposizioni relative alle ritenute alla fonte e, successivamente, all’inizio dell’anno solare successivo, entreranno in vigore tutte le altre norme ivi contenute – sostituendo così la Convenzione esistente sottoscritta nel 1984 (la ‘Convenzione 1984’).

La nuova Convenzione dispone una serie di importanti modifiche alla Convenzione già esistente tra i due Paesi, modifiche che meritano particolare attenzione:

Aliquote delle ritenute: la nuova Convenzione prevede, in genere, delle aliquote più basse per le ritenute su dividendi, interessi e royalties rispetto a quelle stabilite dalla Convenzione 1984, come indicato nella successiva tabella:

Category: Article

Convenzione Italia – USA sulle ritenute alla fonte

Convenzione 1984

Nuova Convenzione

Persone fisiche

Convenzione 1984

aliquota 15%

Nuova Convenzione

aliquota 15%

Infragruppo

Convenzione 1984

(1) aliquota 5% se la società beneficiaria possiede il 50% o più delle azioni con diritto di voto della società che paga i dividendi (purché, a sua volta, il reddito lordo della società che versa i dividendi non sia costituito per più del 25% da dividendi ed interessi); (2) aliquota 10% se la società beneficiaria detiene almeno il 10% delle azioni con diritto di voto

Nuova Convenzione

aliquota 5% se la società possiede almeno il 25% delle azioni con diritto di voto della società che paga i dividendi

Regulated Investment Company (RIC)

Convenzione 1984

Nessuna disposizione specifica

Nuova Convenzione

aliquota 15%

Real Estate Investment Trust (REIT)

Convenzione 1984

Nessuna disposizione specifica

Nuova Convenzione

(1) 15% se uno dei sequenti requisiti viene rispettato: (i) il beneficiario detiene una quota fino al 10% del REIT, (ii) il dividendo è versato in relazione ad azioni pubbliche del REIT ed il beneficiario non detiene più del 5% di qualsiasi tipo di azioni pubbliche del REIT, o (iii) il beneficiario detiene fino al 10% delle azioni del REIT ed il REIT è diversificato; (2) aliquota del 30% se nessuno dei requisiti è rispettato

II. Interessi

Convenzione 1984

aliquota 15%

Nuova Convenzione

aliquota 10%

III. Royalties

Convenzione 1984

(1) aliquota 5% -- diritti d’autore per opere d‘arte, letterarie, scientifiche; (2) aliquota 8% – filmati e film, registrazioni e qualsiasi mezzo di riproduzione utilizzata per trasmissioni radio o televisive; (3) aliquota 10% – tutti gli altri casi

Nuova Convenzione

(1) aliquota 0% -- diritti d’autore per opere d‘arte, letterarie, scientifiche (con alcune eccezioni); (2) aliquota 5% -- software o attrezzature industriali, commerciali o scientifiche; (3) aliquota 8% -- tutti gli altri casi

Ai sensi della nuova Convenzione, i dividendi infragruppo a cui si applica l’aliquota più bassa pari al 5% sono quelli distribuiti a società che detengono almeno il 25% delle azioni con diritto di voto della società che versa i dividendi, mentre la Convenzione 1984 prevedeva l’applicazione della medesima aliquota se la società beneficiaria fosse stata titolare di una partecipazione pari o superiore al 50%. Inoltre, la nuova Convenzione abbandona il requisito ulteriore del c.d. reddito non-passivo, previsto dalla Convenzione 1984, secondo il quale non più del 25% del reddito lordo della società che versa i dividendi poteva essere, a sua volta, costituito da dividendi ed interessi. Tuttavia, un effetto negativo della riduzione della quota di partecipazione per l’applicazione dell’aliquota del 5% è che i dividendi infragruppo pagati ai titolari di partecipazioni comprese tra il 10% ed il 24,99% saranno ora tassati al 15% (invece del 10% previsto dalla Convenzione 1984).

Un’altra modifica rilevante relativa ai dividendi è la disposizione della nuova Convenzione che prevede un’aliquota fissa del 15% sui dividendi distribuiti da tutte le Regulated Investments Company (RIC) degli Stati Uniti e, in caso di dividendi pagati da Real Estate Investment Trust (REIT), un’aliquota del 15% o del 30%, in relazione alla tipologia del beneficiario e del REIT. Per contro, la Convenzione 1984 non dispone
alcunché riguardo ai dividendi versati da RIC o REIT.

La nuova Convenzione tassa il reddito da interessi al 10%, mentre l’aliquota prevista dalla Convenzione 1984 è del 15%. La nuova Convenzione, inoltre, alleggerisce le imposte applicabili alle royalties, in quanto (i) applica un’aliquota dello 0% ai diritti d’autore derivanti da opere letterarie, artistiche o scientifiche (sebbene con alcune eccezioni), (ii) riduce le trattenute alla fonte sulle royalties per l’uso di software e beni materiali personali al 5% (mentre la Convenzione 1984 prevedeva aliquote rispettivamente del 10% e del 7%) e (iii) riduce l’aliquota più elevata per le royalties all’8% (dal 10% previsto dalla Convenzione 1984).

In conclusione, anche se le disposizioni della nuova Convenzione non possono dirsi tanto generose quanto quelle di altre convenzioni USA caratterizzate da un approccio ‘a tasso 0%’, le riduzioni apportate alle aliquote dovrebbero favorire l’incremento delle attività commerciali tra USA ed Italia e facilitare il flusso di capitali tra i due Paesi.

Imposta sugli utili della stabile organizzazione:

la nuova Convenzione prevede l’applicazione da parte degli USA di un’imposta pari al 5% sugli utili rimpatriati delle stabili organizzazioni (c.d. Branch Profit Tax, ‘BPT’) in USA di società italiane – si tratta quindi di una tassa di secondo livello, da versarsi oltre all’imposta USA pari al 35% sul reddito netto delle società. Questa disposizione è di grande importanza dal momento che fino ad oggi gli Stati Uniti si sono astenuti dall’imporre la BPT (emanata dopo l’entrata in vigore della Convenzione 1984) alle società italiane che facevano affari negli USA. L’imposta USA al 5% sui profitti delle stabili organizzazioni equipara così il reddito prodotto da una stabile organizzazione negli Stati Uniti di una società
italiana a quello di una società negli Stati Uniti controllata da una società italiana. Finché l’Italia non applicherà una BPT, questa imposta si applicherà solo per le stabili organizzazioni USA di società italiane e non viceversa, sebbene la nuova Convenzione chiaramente consenta all’Italia di imporre la medesima imposta.

Trattamento di fine rapporto e liquidazione:

La nuova Convenzione prevede espressamente l’imposizione di un tributo da parte di uno degli Stati contraenti per somme forfetarie o indennità versate per ragioni legate ad un rapporto di lavoro che sia stato svolto nel medesimo Paese ma che siano ricevute dal beneficiario dopo che quest’ultimo ha trasferito la propria residenza nell’altro Stato contraente. La nuova disposizione è un’eccezione rispetto alla regola generale seguita dalle convenzioni in materia, secondo la quale le pensioni ed i redditi da attività lavorativa percepiti dopo il pensionamento sono tassabili esclusivamente dallo Stato di residenza al momento del ricevimento degli stessi.

Clausola anti abuso:

Tale norma (c.d. Limitation on Benefits), prevista anche in altre recenti convenzioni in tema di imposte sui redditi sottoscritte dagli Stati Uniti, limita l’ambito di applicazione dei benefici previsti dalla Convenzione al fine di evitare abusi: non è sufficiente che le società godano del requisito della residenza fiscale (l’unico requisito indicato dalla Convenzione 1984) ma devono essere rispettati anche altri criteri relativi alle partecipazioni. Questa norma costituirà l’unica tutela contro il ‘treaty shopping’, dal momento che il Senato statunitense ha imposto, come condizione per la ratifica, l’eliminazione di seconda tutela contro gli abusi, che faceva riferimento all’evasione fiscale come scopo principale o soggettivo dell’applicazione dei benefici. Questa scelta pone fine all’impasse sull’adeguata protezione contro gli abusi.

Crediti d’imposta esteri per l’IRAP:

Nel tentativo di trovare un compromesso circa l’applicabilità dei crediti di imposta esteri USA all’imposta regionale sulle attività produttive italiana (‘IRAP’), la nuova Convenzione prevede un ‘credito parziale’, che riflette la preoccupazione che l’IRAP sia un ibrido tra un’imposta sul valore aggiunto ed un’imposta sul reddito netto.

Ratifica della convenzione e data di entrata in vigore:

Le disposizioni sulle ritenute alla fonte in generale troveranno applicazione entro 2 mesi da momento in cui Italia e Stati Uniti avranno proceduto allo scambio ufficiale dei documenti per la ratifica, mentre le altre norme della Convenzione diverranno efficaci a partire dal mese di gennaio dell’anno successivo a quello dell’entrata in vigore. Tuttavia, per il periodo di un anno dalla data in cui le norme della nuova Convenzione diventeranno efficaci, sarà possibile optare per l’applicazione delle disposizioni della Convenzione1984.