22 July 2010

Nota sulle modifiche dell’aliquota IVA nel Regno Unito


Con l’approvazione del pacchetto di modifiche fiscali incluse nella manovra effettuata dal governo britannico di “Emergenza Bilancio”, il 22 giugno 2010 è stato annunciato che il tasso standard dell’IVA nel Regno Unito aumenterà del 20% a decorrere dal 4 gennaio 2011. La sopra indicata modifica ha diverse implicazioni per le imprese a partita IVA, implicazioni che saranno in parte analizzate qui di seguito.

La presente nota è stata pensata principalmente ad uso e vantaggio delle aziende impegnate nel commercio al dettaglio. Bisognerebbe in ogni caso tener presente anche altri elementi quando si considerano gli effetti del cambiamento dell’aliquota IVA per le imprese operanti in varie altre forme di attività commerciale, come quella manifatturiera, i servizi finanziari, i servizi di locazione o di trasporto.

Finalità della modifica

Il nuovo tasso dell’IVA pari al 20% si applica solo alle attività che in precedenza erano gravate da una tassazione dell’IVA del 17,5%. Non ci sono modifiche dello scopo concettuale dell’IVA nel Regno Unito, pertanto non sarà necessario applicare la nuova aliquota del 20% a qualsiasi attività. Non dovranno essere comprese quelle attività che in precedenza non sarebbero state attratte nel regime IVA (come la vendita di abbigliamento per bambini), o che sarebbero state al di fuori del campo generale di applicazione dell’IVA (come le attività di esportazione) o che sarebbero state soggette ad aliquota ridotta del 5% (come la vendita di sedili auto speciali per i bambini).

Effetti sui prezzi

Non vi è alcun obbligo giuridico di trasferire il prossimo aumento dell’IVA ai propri clienti. Si possono ancora mantenere i medesimi prezzi fino al 4 gennaio 2011 se lo si desidera. Tuttavia, l’IVA deve comunque essere prevista al 20% in futuro e quindi un mancato aumento dei prezzi significa che si dovrà finanziare il pagamento dell’IVA con denaro proveniente dai profitti o da altre risorse interne.

Effetti sui sistemi di pagamento e sulle fatture

Potrebbe essere necessario modificare i sistemi di pagamento, in modo che le casse e le altre apparecchiature calcolino l’IVA con l’aliquota dal 4 gennaio 2011 in poi. Sebbene non vi sia alcun obbligo giuridico di fornire ai clienti il dettaglio delle fatture IVA, sarà comunque importante garantire che tutte le informazioni relative all’IVA, fornite nelle ricevute e nelle fatture, siano accurate.

Effetti dell’IVA sull’anno fiscale

Il cambiamento di aliquota IVA non comporta che i relativi periodi contabili comincino o terminino il 4 gennaio 2011. I periodi mensili o trimestrali di contabilità dell’IVA continueranno come al solito, con l’IVA contabilizzata al 17,5% fino al 3 gennaio 2011 e al 20% dal 4 gennaio 2011

Effetti sull’importazione

Anche il tasso generale IVA sulle merci importate aumenterà al 20% a decorrere dal 4 gennaio 2011. La nuova tariffazione non si applicherà alle importazioni di beni che in precedenza erano soggette a IVA solo per il 5% o che precedentemente erano in ogni caso escluse al pagamento.

Effetti sui rimborsi dell’IVA ai clienti

Sarà importante garantire la correttezza del calcolo dell’IVA nel caso in cui sarà concesso un rimborso a un cliente dopo il 3 gennaio 2011 in relazione ad un acquisto effettuato in precedenza. Nel rimborso si deve considerare che il relativo tasso IVA sarebbe stato comunque del 17,5%, quando tale acquisto si è verificato. Il rimborso calibrato su un’aliquota IVA del 20% comporta un sotto-pagamento dell’IVA per un periodo anteriore al 4 gennaio 2011.

Effetti sul recupero dell’IVA

Se si paga l’IVA ad un’altra impresa, tale IVA è recuperabile soltanto al tasso al quale è stata pagata. Se un’altra azienda tassa l’IVA erroneamente al 17,5% anche dopo l’entrata in vigore della nuova aliquota del 20%, tale IVA potrebbe essere recuperata dalle autorità fiscali del Regno Unito soltanto al 17,5% e non al 20%. Tuttavia, potrebbe essere possibile emettere una fattura sostitutiva da dove risulti il corretto ammontare dell’IVA. In tal caso l’intero 20% sarà conseguentemente recuperabile. È’ necessario, inoltre, prestare attenzione a richieste di crediti inesigibili effettuate poco dopo la modifica nel tasso in quanto potrebbero riferirsi ad operazioni poste in essere prima dell’entrata in vigore delle modifiche del tasso.

Effetti sui prepagamenti

La regola generale è che un pagamento anticipato per beni o servizi è soggetto ad IVA al momento in cui si verifica, anche se il tasso di IVA dovesse mutare prima che i beni o servizi in questione siano stati effettivamente forniti. In linea di principio, questa sarà la posizione riguardo a pagamenti anticipati effettuati prima del 4 gennaio 2011 (in modo che ogni pagamento anticipato sia soggetto all’IVA al 17,5% anziché al 20%). Ma alcune norme speciali di prevenzione saranno introdotte per gestire tentativi di elusione del nuovo tasso del 20% attraverso operazioni forzate o artificiali, soprattutto se riguardano parti collegate.

Effetti su accordi contabili fatti “su misura” per l’IVA

Se si è già raggiunto un accordo speciale con le autorità fiscali del Regno Unito, per quanto riguarda le procedure e le metodologie di contabilità dell’IVA, sarebbe opportuno verificare i dettagli di tale accordo per accertare se contengano o meno specifiche disposizioni concernenti le modifiche delle aliquote IVA.

Effetto sui regimi forfettari dell’IVA per i rivenditori

Per le piccole imprese che hanno scelto di aderire al regime IVA forfettario, l’aliquota IVA relativa alla vendita al dettaglio aumenta dal 6,5% al 7,5%. Se le attività di vendita al dettaglio includono cosmetici o articoli da toilette il tasso aumenta dal 7% all’8%.

Eventuali sanzioni per gli errori e le scorrettezze

In linea di principio ci si potrebbe trovare ad affrontare accertamenti fiscali e/o sanzioni patrimoniali nel caso in cui si commettono errori nella contabilità IVA a seguito del cambiamento dell’aliquota. Tuttavia, le autorità fiscali britanniche hanno indicato che un approccio più permissivo sarà adottato non appena la modifica diventerà effettiva; le difficoltà incontrate da alcuni commercianti particolari verranno considerate per la decisione sul se, e in quale misura, sanzionare gli errori derivanti dal cambiamento del tasso dell’IVA.
 

Authors

Category: Article