01 January 2007

Nuove regole in Svizzera e in Italia in materia di trust


Il 2006 verrà ricordato nel Regno Unito per il terremoto provocato dalla Finanziaria 2006. Tuttavia, altri due importanti eventi hanno caratterizzato il panorama internazionale alla fine dello scorso anno: la decisione del Parlamento svizzero di ratificare la Convenzione dell’Aia in materia di trust e l’introduzione in Italia di nuove norme fiscali concernenti i trust.

Svizzera: la rivoluzione silenziosa continua

Dopo lunga attesa, il 20 dicembre 2006 il Parlamento svizzero ha dato il via libera alla ratifica della Convenzione dell’Aia in materia di trust.

In poche parole, il Parlamento svizzero ha accolto le proposte del Governo senza apportare alcun emendamento al disegno di legge.

Conseguentemente, la nuova legge svizzera:

  1. autorizza il Governo svizzero a ratificare la Convenzione dell’Aia del 1° luglio 1985 sulla legge applicabile ai trust e sul loro riconoscimento;
  2. introduce nuove norme di diritto internazionale privato sulla giurisdizione delle corti svizzere e sul riconoscimento di decisioni straniere in materie connesse ai trust; e
  3. introduce il concetto di segregazione del patrimonio in trust nell’ambito del diritto fallimentare svizzero.

In base al diritto costituzionale svizzero, 50.000 cittadini ovvero 8 cantoni hanno la facoltà di promuovere un referendum contro la nuova legge entro 100 giorni dalla sua pubblicazione. Tuttavia, sembra poco probabile che ciò accada, posto che la nuova legge è stata oggetto di contestazioni in seno al Parlamento. Pertanto, ci si aspetta che la Convenzione dell’Aia sui trust venga ratificata e che la nuova legge entri in vigore in una data scelta dal Governo svizzero entro la prima metà del 2007.

Come indicato nei numeri precedenti di ‘Withers Stop Press’, le autorità fiscali svizzere stanno lavorando a una bozza di linee guida fiscali relativamente ai trust, secondo le quali, tra l’altro, la mera presenza in Svizzera di un trustee non comporterebbe l’assoggettamento dei beni e delle rendite/profitti del trust alla tassazione svizzera. Al momento non è noto se e quando le guide linea fiscali entreranno in  vigore e ai clienti si consiglia di ottenere un ‘ruling’ da parte delle autorità competenti.

Italia: il terremoto introdotto dalla Finanziaria

Come ben noto, l’Italia è stato il primo paese di civil law a ratificare la Convenzione dell’Aia sui trust nel 1992.

In Italia il trust ha avuto enorme successo e non è infrequente trovare dei trust che (salvo per diritto applicabile) sono connessi esclusivamente con l’Italia (cosiddetti “trust interni”) – questa tecnica è stata avallata da vari tribunali di primo grado italiani.

Tuttavia, il trattamento fiscale dei trust è sempre rimasto problematico a causa della totale assenza di una normativa specifica, e ciò sino alla recente reintroduzione dell’imposta sulle successioni e donazioni nonché l’introduzione di nuove disposizioni tributarie in materia di fiscalità diretta sui trust emanate nella Legge Finanziaria 2007.

Imposta sulle donazioni e successioni

Come anticipato in un numero precedente di ‘Stop Press’, l’imposta sulle donazioni e successioni è stata reintrodotta con decreto legge il 2 ottobre 2006.

Dopo alcuni accesi dibattiti all’interno del Parlamento italiano il decreto legge è stato convertito in legge con alcune modifiche, ma il nucleo essenziale rimane inalterato.

In sintesi, la vecchia legge sull’imposta sulle donazioni e successioni è stata reintrodotta quale era prima della sua abolizione nel 2001, salve alcune novità.

  1. In base alle nuove regole, le successioni così come le donazioni – compresi i trasferimenti a favore di trust – sono soggetti a un’imposta del 4%, 6% o 8% a seconda della relazione di parentela intercorrente tra il donante/de cuius ed il donatario/erede.
  2. I trasferimenti a favore del coniuge ovvero di ascendenti/discendenti godono di un’esenzione pari a € 1.000.000 per ciascun beneficiario, mentre l’esenzione relativa ai fratelli è limitata a € 100.000. Sussistono, inoltre, alcune eccezioni concernenti donazioni esenti, trasferimenti a favore di istituti benefici riconosciuti e trasferimenti di aziende di famiglia in presenza di determinati requisiti, mentre i trasferimenti di immobili sono soggetti anche alle imposte catastali.

L’estensione dell’imposta sulle donazioni e successioni ai trust genera alcuni interessanti problemi interpretativi. Mentre la norma dice che l’imposta incide “sui trasferimenti di beni e diritti per causa di morte, per donazione o a titolo gratuito e sulla costituzione di vincoli di destinazione”, dall’altro lato alcuni autori hanno già suggerito che l’imposta in questione dovrebbe colpire la distribuzione dei beni ai beneficiari e non già la mera costituzione del trust (che molto probabilmente verranno equiparati a vincoli di destinazione). Rimane da vedere come la legge sarà applicata nella prassi, ma, in ogni caso, il rischio fiscale può essere minimizzato tramite un’attenta redazione dell’atto di costituzione del trust.

Fiscalità diretta

La Legge Finanziaria 2007 equipara i trust alle società. In futuro, pertanto, i trust con residenza in Italia ovvero con fonte di reddito italiana saranno soggetti all’IRES propria delle società italiane.

Residenza dei trust – reale o presunta

In base al diritto italiano, le società si considerano residenti in Italia se la loro sede o centro di amministrazione è situato in Italia ovvero se ivi viene eseguito l’oggetto principale dei loro affari. Nel caso di un trust, sussiste una presunzione relativa che il trust sia residente in Italia laddove:

  1. almeno uno dei costituenti il trust e uno dei beneficiari sono residenti in Italia; e
  2. il trust non è istituito in un paese che appare nella “lista bianca” dei paesi che scambiano informazioni con l’Italia. Si noti che il Regno Unito rientra in questa lista, ma non la Svizzera.

Inoltre, un trust istituito in un paese non rientrante nella “lista bianca” si considera come residente in Italia se, successivamente alla sua costituzione, un residente italiano effettua in favore del trust un’attribuzione che importi il trasferimento di proprietà di beni immobili o la costituzione o il trasferimento di diritti reali immobiliari, anche per quote, nonché vincoli di destinazione sugli stessi.

Allo stato attuale non è chiaro cosa si debba intendere con i termine “istituito” e “costituzione”: fa stato il luogo in cui viene eseguito l’atto di trust ovvero la residenza del trustee originale o ancora il luogo in cui ha luogo il conferimento dei beni? Si considera il diritto applicabile per interpretare tale norma? Inoltre, che cosa succede nel caso in cui un soggetto residente all’estero costituisce un trust non- immobiliare e poi trasferisce la propria residenza in Italia?

Attribuzione del reddito da trust ai beneficiari

Infine, la Finanziaria italiana per il 2007 prevede che “nel caso in cui i beneficiari del trust siano individuati, i redditi conseguiti dal trust sono imputati in ogni caso ai beneficiari in proporzione alla loro quota di partecipazione come individuata nell’atto di trust o in altri documenti successivi, ovvero, in mancanza, in parti uguali”.

Ancora una volta sorgono delle questioni interpretative in connessione al tenore letterale della legge: la parola

“individuato” può significare identificato, descritto o scelto. L’intenzione del legislatore era veramente quella di tassare i beneficiari di un trust semplicemente in virtù del fatto che il loro nome appare nell’atto costitutivo del trust o comunque sia desumibile dall’atto di trust? Sebbene ciò sia possibile, risulta difficile capire perché il beneficiario di un trust discrezionale (ovvero un trust in cui nessun beneficiario ha il diritto ad una quota determinata del patrimonio del trust) debba pagare un’imposta sui redditi percepiti dal trustee, a meno che tali redditi vengano effettivamente distribuiti o comunque destinati al beneficiario in questione.

Conclusioni

L’adozione della Convenzione dell’Aia sui trust da parte della Svizzera rappresenta una buona notizia. D’altra parte la Legge Finanziaria 2007 rappresenta il primo vero tentativo da parte di un paese di civil law di introdurre disposizioni tributarie in materia di fiscalità sui trust. Pertanto, la Legge Finanziaria merita un’attenzione particolare da parte di tutti coloro che si occupano di pianificazione fiscale internazionale.

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